ELLEN’S CURIOSITIES

Temporary Exhibition

dal 24 Giugno al 9 Luglio – Creative HUB CANTIERE OBERDAN
ingresso gratuito – free entrance

A CURA DI: HUMID SQUAD

Benvenuti a La Mama, dove “Every human is the other human. We are one world.


“Sono venuta a New York nel 1950, e andavo in giro, esplorando la città ad ogni fermata. Una domenica, ho scoperto Delancey Street e tutti quei piccoli negozi di vestiti e tessuti! Volevo essere una stilista e c’era tutta questa bellissima stoffa! Poi un piccolo uomo – il mio “Papa Diamond” – è uscito da un negozio con un piccolo cappello nero in testa. Ha cercato di vendermi della stoffa. Gli ho detto che non avevo soldi. Lui ha detto: “Vieni dentro, magari vedrai qualcosa che ti piace di più”. Dopo ha capito che non avevo davvero un centesimo. E anche che non avevo nessuno, nessuna famiglia a New York. È stato amore a prima vista, il mio papà è Abraham Diamond! Mi ha adottata lì sul posto. Sono diventata la sua figlia artistoide. Papa Diamond mi ha detto che quando è venuto a New York dalla Romania, aveva un carretto nell’area di Delancey Street. Ha detto che avrei dovuto avere un carretto anch’io. E se avessi spinto il carretto per altre persone, mi avrebbe portata dove avrei voluto andare! Sono andata in Marocco. Papa Diamond mi è apparso in una visione e mi ha detto di prendere il mio carretto. Così ho lasciato il Marocco per tornare a New York.
Decisi che forma avrebbe dovuto avere il mio carretto. Andai a Downtown e trovai uno scantinato, lo affittai per 50 dollari al mese. Volevo provare ad aprire un Teatro. Non che fossi veramente interessata al teatro. Mio fratello e un mio amico Paul Foster volevano fare teatro, ed io ero interessata a quello che i miei amici volevano fare.
È esattamente ciò che ho fatto, ho aperto un piccolo teatro. No, non lo feci perché ero interessata al teatro. Lo feci per loro. Lo feci per coloro che amavano il teatro.
Credo che i giovani debbano avere la possibilità di cominciare e di imparare, anche quando il lavoro, la produzione, non si rivelano rimarchevole. Ho il forte sentore che un giorno dovremmo fare più che dire un semplice ‘ciao’ alla gente. Deve esserci una comprensione viscerale tra gli uomini – non solo un saluto. Così cerco di usare La MaMa, come un carretto per aiutare a spingerci tutti in quella direzione”. Ellen Stewart

Ellen Stewart è stata, nel corso della sua vita, una catalizzatrice di talenti artistici e creativi; tra questi ci sono grandi figure del teatro contemporaneo, come Dimitris Papaioannou, Tadeusz Kantor, Peter Brook, Andrei Serban, JunMaeda, Diane Lane, Paul Foster, John Kelly e molti altri. Non solo artisti performativi ma anche visivi come Jeffrey Isaac, Jim Moore e molti artisti italiani che nel corso dei suoi 30 anni di attività hanno incontrato la strada de La MaMa Umbria. La collezione accoglie inoltre molti elementi scenici di spettacoli prodotti o ospitati da La MaMa, come maschere, marionette, fondali, abiti.
Le opere esposte non seguono un ordine espositivo definito, vista la loro estrema eterogeneità, si è quindi preferito tentare di ricreare in piccola parte l’atmosfera che si percepisce negli spazi de La MaMa Umbria, un horror vacui di opere ed oggetti di grande fascino culturale, artistico e soprattutto umano.
L’interesse di Ellen Stewart per un teatro dal linguaggio universale fuori da ogni geografia e cultura specifica è individuabile nella grande varietà degli elementi che adornano l’ex convento di Santa Maria Reggiana, in particolare dalla loro internazionalità; sarebbe infatti difficile stilare una lista di tutti le parti del mondo che convivono e si relazionano in questo spazio che non detta confini di alcun tipo.
La MaMa Umbria è persone, luoghi, dialogo, relazione, sperimentazione, libertà di sbagliare, sincretismo, arte, Umanità. Le opere ospitate al Cantiere Oberdan ne sono il racconto, al di là del loro autore, della loro forma o del loro significato. Tommaso Burger, HumidSquad


Ellen Stewart was, throughout her life, a catalyst for artistic and creative
talent. Among these are great figures of contemporary theater, such as
Dimitris Papaioannou, Tadeusz Kantor, Peter Brook, Andrei Serban, Jun
Maeda, Diane Lane, Paul Foster, John Kelly, and many others. Not only
performing artists but also visual artists like Jeffrey Isaac, Jim Moore, and
many Italian artists who, over her 30 years of activity, crossed paths with La
MaMa Umbria. The collection also includes many scenic elements from
shows produced or hosted by La MaMa, such as masks, puppets, backdrops,
and costumes.
The exhibited works do not follow a defined exhibition order, given their
extreme heterogeneity. Instead, an attempt has been made to recreate, in a
small part, the atmosphere perceived in the spaces of La MaMa Umbria – a
horror vacui of works and objects of great cultural, artistic, and above all
human charm.
Ellen Stewart’s interest towards a universal language theater, transcending
geography and specific culture, is evident in the great variety of elements
adorning the former convent of Santa Maria Reggiana, particularly their
internationality. It would be difficult to compile a list of all the parts of the
world that coexist and relate to each other in this space that knows no
boundaries.
La MaMa Umbria is people, places, dialogue, relationships, experimentation,
freedom to make mistakes, syncretism, art, Humanity. The works hosted at
the Cantiere Oberdan embody all of this, beyond their author, their shape, or
their meaning. Tommaso Burger, Humid Squad

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