MARIONETTE IN CERCA DI MANIPOLAZIONE

TEATRO ALEGRE

Marionette / La MaMa Kids

Creative Hub CANTIERE OBERDAN
Domenica 7 Luglio ore 17.00

con Laura Bartolomei e Damiano Privitera
di Damiano Privitera
marionette, costumi, scenografe Georgina Castro Kustner e Damiano Privitera
regia, video, scelta musicale Damiano Privitera

È uno sguardo acido , allo stesso tempo satrico, verso le regole che reggono la nostra società. Il burattinaio sa perché ha creato questo spettacolo; è il suo linguaggio, quasi il suo grido di allarme, cosciente o no, è la sua visione della vita in generale.
Lui non ne fa un volantino militante bensì conserva un distacco del tutto originale e una retrospettiva che gli permette di osservare, di denunciare il tutto con humor e sarcasmo. L’ironia rimane il suo forte. E, senza dubbio, fa sì che questo spettacolo parli senza che nessuna parola esca dalla bocca degli “attori”.

La compagnia è stata fondata nel 1985 da Georgina Castro Küstner e Damiano Privitera. In quell’anno mettono a frutto il lavoro svolto all’interno della burattineria spagnola nel Gruppo Taller de Marionetas di Barcellona, dove il linguaggio del Teatro di Figura è vissuto come mezzo di espressione vitale, che riguarda l’essenza stessa della propria esistenza.
Naturalmente l’impostazione, diremmo l’imprintig, ricevuta è quella di un discorso stilistico moderno, in chiave farsesca ma non tradizionale, anche perché in Spagna quella visione classica è stata, malauguratamente, scavalcata a piè pari.
Dopo queste esperienze molto importanti con la compagnia spagnola, si ricorda una eclatante presenza al Festival Mondiale di Charleville Mezieres del 1982, intraprendono, ritornando in Italia, una strada a ritroso, una via per ricercare i fondamentali di un teatro dei burattini e delle marionette coerente si, ma radicato in quello che è il “mestiere” del burattinaio.

It’s an acidic look, at the same time satirical, towards the rules that govern our society. The puppeteer knows why he created this show; it’s his language, almost his cry of alarm, conscious or not, it’s his vision of life in general. He doesn’t turn it into a militant flyer, but rather maintains a wholly original detachment and a retrospection that allows him to observe, to denounce it all with humor and sarcasm. Irony remains his forte. And undoubtedly, it ensures that this show speaks without any words coming out of the “actors'” mouths.

The company was founded in 1985 by Georgina Castro Küstner and Damiano Privitera. In that year, they put into practice the work done within the Spanish puppetry in the Taller de Marionetas group in Barcelona, where the language of Puppet Theater is experienced as a means of vital expression, concerning the essence of one’s existence. Of course, the approach, we would say the imprinting received, is that of a modern stylistic discourse, in a farcical but non-traditional key, also because in Spain, that classical vision has been, unfortunately, completely bypassed.
After these very important experiences with the Spanish company, a striking presence at the Charleville Mezieres World Festival in 1982 is remembered, they undertake, returning to Italy, a backward path, a path to seek the fundamentals of a puppet and marionette theater that is coherent, yes, but rooted in what is the “craft” of the puppeteer.


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